Regolamento Enel per adeguamento alla norma CEI 0-21 (modifica range frequenze inverter fotovoltaico)
Regolamento Enel per adeguamento alla norma CEI 0-21 (range frequenze inverter fotovoltaico)
Le reti elettriche devono trasformarsi e diventare attive e intelligenti (Smart Grids), in grado di integrare e gestire in modo flessibile flussi di energia bidirezionali differenti per quantità, qualità, provenienza e programmabilità.
Rinnovabili elettriche, il Senato approva le mozioni per cambiare i decreti
Dai senatori arriva la richiesta al Governo di migliorare i decreti per non penalizzare il settore dell’energia verde
I due schemi di decreti ministeriali sul Quinto Conto energia e sulle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico vanno cambiati.
A chiederlo non sono solo le associazioni del settore e le Regioni, ma anche i parlamentari: dopo l’iniziativa del capogruppo del PD alla Camera, Dario Franceschini, che ha inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera (leggi qui), è da registrare oggi il voto dell’Aula del Senato che ha approvato a larga maggioranza una serie di mozioni sulla normativa relativa alle fonti energetiche rinnovabili.
Sostegno alle Regioni per cambiare i decreti
“Con l’approvazione a stragrande maggioranza delle mozioni sulle rinnovabili giunge una forte spinta a sostegno del settore e all’impegno delle Regioni che sono attualmente impegnate col Governo a discutere e migliorare i decreti, che allo stato attuale rischiano di minare la tenuta dell’intero comparto”, sottolineano i senatori del Pd Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.
Eccessiva burocrazia
“Le proposte di decreti inviate alle Regioni su fotovoltaico e rinnovabili elettriche – continuano i senatori del Pd – devono essere modificate, nel solco anche di quanto si è approvato oggi in Senato. Non è solo un problema di fondi da destinare, perché è anche l’eccessiva burocratizzazione a pesare sull’impostazione data ai decreti”.
Mancano i decreti sugli incentivi alle rinnovabili termiche e il biometano
Secondo i parlamentari ecodem il Governo, oltre all’incentivazione elettrica, deve procedere anche con “l’emanazione dei decreti sull’incentivazione a energia termica e biometano. Proprio il biogas, di cui oggi è stato presentato il Position Paper per lo sviluppo della filiera corta in Italia ‘Il Biometano fatto bene’, è una fonte strategica per la sua programmabilità, efficienza e flessibilità nei possibili utilizzi, dalla produzione elettrica a quella termica e all’autotrazione. Un vero asset strategico per la politica energetica nazionale, che dalla progettazione, allo sviluppo fino alla gestione è improntato al Made in Italy. E per questo è indispensabile che l’Autorità emani la delibera sulle specifiche tecniche del biometano per immetterlo in rete che si attende ormai dal luglio scorso”.
“Sono dunque diverse le questioni aperte su cui si gioca una parte importante della politica energetica nazionale, dunque – concludono Ferrante e Della Seta – ci attendiamo che il Governo faccia tutto il possibile per sostenere adeguatamente il settore delle rinnovabili, come ha chiesto oggi con convinzione l’aula del Senato”.
La mozione di Grande Sud
Tra le mozioni approvate oggi dall’Assemblea di Palazzo Madama e su cui il Governo ha dato parere favorevole, c’è quella del movimento Grande Sud che impegna l’Esecutivo a definire, in tempi rapidi e previo confronto con tutti gli operatori del settore, i decreti attuativi di incentivazione alle fonti rinnovabili (il cosiddetto conto energia fotovoltaico) la cui mancanza sta creando una situazione di incertezza che penalizza fortemente un settore importante e innovativo della nostra economia; e a determinare gli incentivi previsti in modo tale da armonizzarli con il livello di incentivazione adottato nei principali Paesi dell’Unione europea. La mozione impegna il Governo anche a definire un sistema di incentivazione che garantisca nel nostro Paese una prospettiva di crescita di lungo termine, che consenta un maggior radicamento nell’economia reale e favorisca le ricadute positive sul sistema produttivo nazionale; a rendere ancor più trasparente l’impatto delle agevolazioni sui costi dell’energia elettrica di famiglie e imprese; a prevedere che il regime agevolativo permanga fino al raggiungimento di quote di produzione significative, anche per far fronte alla costante oscillazione dei prezzi dei prodotti petroliferi.
“Un atto di indirizzo molto importante – commenta il senatore del movimento arancione Salvo Fleres – che sgombera il campo da ogni malcelato intento di cattive politiche per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Il settore della produzione di energia pulita è una componente essenziale del tessuto economico del nostro Paese e del Meridione in particolare, politiche efficaci, regole certe e incentivi mirati non possono che favorirne la crescita, con inevitabili ricadute occupazionali positive. E in un periodo di così profonda crisi – conclude l’esponente del movimento arancione – sarebbe incomprensibile e delittuoso chiudere a possibili nuovi posti di lavoro, in special modo al Sud”.
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Fotovoltaico senza limiti?
Secondo il ministro dell’Ambiente, intervenuto a Solarexpo: ”E’ giusto diminuire le sovvenzioni, ma non ci deve essere un tetto alla produzione di energia solare”
”Non ci deve essere un limite massimo alla produzione fotovoltaica in Italia”. Questa la posizione del ministro dell’Ambiente Corrado Clini, intervenuto nella giornata inaugurale del Solarexpo 2012 a Verona, la più importante fiera italiana del settore.
Clini, nel suo intervento, ha delineato l’ambito in cui l’Italia si deve muovere per non ”perdere il treno” in un settore in cui la concorrenza internazionale è rapida e i mercati spietati. Non si dimentichi che il settore nel giro di pochi anni ha creato centinaia di migliaia di posti di lavoro e che è uno dei pochi in crescita in un momento economico difficile come quello attuale: rappresentanti del fotovoltaico, solare termico, biomasse, mini-idroelettrico, biogas, biomasse, biocarburanti, agricoltori, tecnici dell’industria elettrica, architetti e progettisti di edifici a emissioni zero. Il tutto in uno scenario mondiale in cui le sovvenzioni ai combustibili fossili sono sei volte più alte rispetto alle rinnovabili, e dove nel 2011 gli investimenti globali nelle rinnovabili hanno superato quelle per i combustibili fossili.
5° Conto energia e Decreto Rinnovabili, rinviato esame in Conferenza Stato-Regioni
Le Regioni hanno deciso di rinviare l’esame, in programma ieri 10 maggio in Conferenza Stato-Regioni, dei decreti ministeriali sul Quinto conto energia e sulle rinnovabili elettriche non fotovoltaiche.
La decisione è stata presa ieri dalla Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni.
Le condizioni poste per il parere positivo
Le Regioni condizionano il loro parere positivo ai due decreti al recepimento di alcune proposte di modifica. “Le Regioni – spiega l’assessore allo Sviluppo Economico e all’Energia del Piemonte e coordinatore della Commissione, Massimo Giordano – potrebbero a maggioranza dare parere positivo sui decreti qualora venisse accolta la proposta di incrementare il tetto economico da 500 milioni a 1 miliardo, di escludere dagli impianti soggetti a registro quelli di potenza inferiore a 20 kW, quelli pubblici di qualsiasi potenza, quelli con caratteristiche innovative e quelli a concentrazione”.
“Abbiamo anche ribadito – aggiunge – la necessità di reintrodurre le premialità per l’eliminazione dell’amianto dai tetti e per la riqualificazione ambientale della produzione energetica degli edifici, privilegiando l’uso di tecnologie e materiali prodotti nell’Unione Europea”. “E’ necessario – conclude – avviare una mediazione che porti a una posizione il più possibile condivisa tra gli Enti locali”.
Il 9 maggio la riunione tecnica della Conferenza Stato Regioni
Va ricordato che nel corso della riunione tecnica della Conferenza Stato Regioni, svoltasi il 9 maggio scorso, sono state proposte alcune modifiche al Quinto Conto energia che sono state recepite dai tecnici dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. “Nonostante io sia dell’opinione che non fosse necessario un V Conto, perché già il decreto Romani prevedeva un contenimento della spesa dal 1 gennaio 2013 fino alla scomparsa degli incentivi al 2016, in questa nuova versione, però, il V conto non creerebbe eccessivi stravolgimenti al settore”, ha affermato Stefano Saglia, ex sottosegretario allo Sviluppo economico e capogruppo Pdl in Commissione Attività Produttive alla Camera dei Deputati.
Il Made in tra i criteri di priorità e premio per la sostituzione dell’amianto
Nel suo intervento al Solarexpo di Verona il deputato ha sottolineato che “tra le tante proposte emendative recepite dai tecnici dei ministeri competenti (Ambiente e Sviluppo Economico), le più sostanziali riguardano l’inserimento del Made In tra i criteri di priorità per l’accesso ai registri, la possibilità di riconoscere una tariffa premiante per chi utilizza componentistica Made In per gli impianti sopra i 100 kW e per chi sostituisce l’amianto con i pannelli. Si tratterebbe di una tariffa di 3 centesimi cumulabili tra di loro con una riduzione del 10% della tariffa base degli incentivi”.
Registri, innalzamento della taglia per l’opera pubblica
Per quanto riguarda l’innalzamento della taglia degli impianti per l’ingresso nei registri, “l’idea ipotizzata dai due ministeri per venire incontro alla richiesta delle Regioni – ha precisato Saglia – è applicare una distinzione tra l’opera privata e l’opera pubblica. L’opera privata rimarrebbe con il limite di 12 kW mentre per la pubblica si può pensare a un innalzamento fino a 50 kW”.
Posticipata di 3 mesi l’entrata in vigore del decreto
Un’ulteriore modifica “riguarda l’entrata in vigore del decreto che è stata posticipata di 3 mesi (quindi non più 1 luglio ma 1 ottobre) e un possibile innalzamento del tetto del cap fino a un massimo di 100 milioni”.
Clini: rivedere alcuni valori degli incentivi
Nel corso degli “Stati Generali delle Energie Rinnovabili e dell’efficienza energetica in Italia”, evento di apertura del Solarexpo 2012 a Verona, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha spiegato ai presidenti delle associazioni del settore quali modifiche intende apportare ai testi dei due decreti. “Il primo obiettivo – ha detto Clini – è rafforzare quelle componenti all’interno delle rinnovabili che possono essere più direttamente legate allo sviluppo di tecnologie nazionali. Il secondo obiettivo è di ridurre il peso degli incentivi delle fonti rinnovabili sul costo dell’elettricità, secondo uno schema ancora suscettibile di miglioramenti, in quanto vanno ridotti i passaggi burocratici e semplificate le procedure. Dobbiamo anche rivedere – ha aggiunto il ministro – alcuni dei valori degli incentivi, per fare in modo che la riduzione non impatti negativamente sullo sviluppo delle rinnovabili”.












